Ulcere flebostatiche
Le ulcere flebostatiche, comunemente note anche come ulcere venose, rappresentano una complicanza tra le più gravi ed invalidanti tra quelle che possono colpire il paziente affetto da insufficienza venosa cronica. Nei soggetti che manifestano varici degli arti inferiori particolarmente evidenti, o non adeguatamente curate, o che presentano gli esiti di una trombosi venosa profonda degli arti inferiori lo sviluppo di un'ulcera venosa è altamente probabile. In Italia si stima che, mediamente, il 2% della popolazione sviluppi un'ulcera venosa nel corso della propria vita. Il 10% circa dei pazienti che si rivolgono presso un ambulatorio di chirurgia vascolare o di angiologia manifestano problemi clinici correlati alla presenza di un’ulcera di origine venosa.
Il dolore, la secrezione, le infezioni, l’invalidità, sono le problematiche principali per cui il paziente consulta il medico, spesso dopo aver tentato vari rimedi di tipo farmacologico o medicamentoso (Vedi foto)

Il trattamento dell’ulcera venosa prevede accurate indagini diagnostiche (ecodoppler in primis) tese a stabilire la natura della lesione e a studiare il sistema venoso degli arti inferiori.

Il cardine terapeutico è rappresentato dalla terapia elastocompressiva con bende elastiche assieme all’impiego di speciali medicazioni avanzate che favoriscono la chiusura dell’ulcera. Il trattamento elastocompressivo, se ben effettuato, è in grado di promuovere la riepitelizzazione del 90-95 % delle lesioni ulcerative nel giro di 6-8 settimane a seconda della grandezza della lesione e del tipo di insufficienza venosa cronica che la sostiene. Il trattamento elastocompressivo è generalmente controindicato nella cura delle altre lesioni ulcerative cutanee che non riconoscono una genesi da stasi venosa.

Spesso, una volta ottenuta la cicatrizzazione, l’ulcera può ricomparire a distanza di qualche mese. Questo rischio deve indurre medico e paziente ad adottare tutta una serie di norme terapeutiche tese a prevenire la recidiva dell’ulcera. Anche in questo caso particolare importanza riveste la terapia elastocompressiva effettuata con calze elastiche della II o meglio della III classe di compressione

Nei casi più impegnativi il paziente potrebbe richiedere l’esecuzione di un intervento chirurgico o l’effettuazione di alcune sedute di scleroterapia, argomenti per i quali vi rimandiamo ai capitoli specifici contenuti nel sito.

Molta importanza diamo oggi ad una adeguata riabilitazione vascolare effettuata da personale medico e paramedico adeguatamente formato, applicando metodiche specifiche come il Linfodrenaggio Manuale, la Pressoterapia e la Carbossiterapia.

Anche i farmaci, sempre in associazione al trattamento elastocompressivo, possono avere un ruolo complementare nel trattamento delle lesioni ulcerative specie per quanto riguarda il controllo dell'edema, dell'infezione e della sintomatologia dolorosa correlata.

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