Trattamento dei capillari
I “capillari” (termine comune per definire le teleangiectasie degli arti inferiori) rappresentano un problema cosmetico molto sentito da parte delle donne. In Italia la comparsa e la progressiva intensificazione dei capillari è un fenomeno che coinvolge circa il 30% dei soggetti di sesso femminile. In alcuni casi il fenomeno è lieve, si autolimita e generalmente non incide complessivamente sull'aspetto estetico delle gambe, in altri casi le teleangiectasie (Foto 6 )sono così numerose e visibili da comportare un vero e proprio problema psicologico oltre che cosmetico.
La causa per cui compaiono le teleangiectasie (capillari) non è ancora chiara. Oltre alla presenza di insufficienza venosa cronica, probabilmente entrano in gioco fattori sia di tipo costituzionale che di tipo ormonale per cui alcune piccole vene delle gambe si dilatano progressivamente e traspaiono attraverso la pelle rendendosi visibili. Nel 45% dei casi è un problema di tipo familiare in quanto si riscontra sia nella madre che nelle sorelle che nelle figlie del soggetto in esame, questo non significa che le teleangiectasie siano tuttavia una malattia a trasmissione ereditaria.

Abitualmente compaiono tra il 20 e i 25 anni, peggiorano in occasione di gravidanze, assunzione prolungata di anticoncezionali orali contenenti progesterone e in caso di rapido aumento ponderale. Spesso compaiono improvvisamente e nel giro di qualche settimana possono interessare molte zone della gamba; in particolare la superficie interna ed esterna delle cosce, la zona del polpaccio e la zona in prossimità delle caviglie. A questi periodi di rapida evoluzione con comparsa di numerosi capillari se ne alternano altri dove la progressione sembra arrestarsi e non evolvere ulteriormente.

Esistono due principali tipi di teleangiectasie. Le teleangiectasie rosse, molto sottili, di colore rossastro o violaceo, tipiche dei soggetti giovani, che solitamente appaiono in conseguenza o di alterazioni dell'equilibrio ormonale (gravidanza, pillola, terapie ormonali o farmacologiche) o in risposta ad un evento infiammatorio. Le teleangiectasie bleu di calibro maggiore rispetto alle rosse, caratteristiche ma non esclusive dei soggetti non più giovani, sono espressione di una insufficienza venosa e spesso si trovano associate alle varici degli arti inferiori.

Accanto a fattori predisponenti di tipo familiare, che purtroppo non possono essere modificati (in quanto predisposizione genetica), esistono dei fattori aggravanti che invece possono essere evitati per cercare di contenerne l’evoluzione ed il conseguente peggioramento.

• Il calore. L'applicazione del calore (saune, bagni eccessivamente caldi, fanghi termali) si è dimostrata in grado di provocare l'insorgenza delle teleangiectasie diffuse agli arti inferiori. Il calore vasodilata le vene ed in soggetti predisposti questo comporta la comparsa o la intensificazione delle teleangiectasie, oltre che delle vene varicose.
• I raggi solari e le lampade abbronzanti. Durante l'esposizione intensiva al sole o alle lampade abbronzanti, anche se filtrate ai soli raggi U.V.B (ultravioletti di tipo B), la temperatura della pelle aumenta, si innesca così un meccanismo di irritazione della pelle e del derma che provoca la comparsa di capillari.
• I traumi. Alcuni tipi di sport o di attività lavorative espongono a traumatismi ripetuti delle gambe. Il trauma, anche non eccessivamente violento, in soggetti predisposti può favorire la comparsa di teleangiectasie, di solito di colore blu che si evidenziano nella zona colpita dal trauma.
• La ceretta a caldo. E' una modalità di depilazione che associa il caldo al traumatismo e che favorisce particolarmente la comparsa di teleangiectasie. Attualmente può essere validamente sostituita con altri sistemi di depilazione più pratici e meni traumatici.
• La pillola anticoncezionale, le sostanze ormonali e altri farmaci. Estrogeni e progesterone sono sostanze che favoriscono la comparsa di teleangiectasie e di vene varicose soprattutto se vengono assunte continuativamente per almeno 5 anni. Nella sezione dedicata alla prevenzione, alla quale vi rimandiamo, troverete altri suggerimenti su questo argomento. Anche alcuni tipi di barbiturici, di antidepressivi triciclici, di anticoagulanti orali e la ranitidina (un farmaco che si usa per curare la gastrite) se assunti per lungo tempo possono provocare teleangiectasie diffuse alle gambe.
• La dieta. I soggetti obesi presentano teleangiectasie molto più frequentemente rispetto ai soggetti normopeso.
• La stazione eretta prolungata. E stato dimostrato che nelle persone che durante la giornata rimangono molte ore in piedi e ferme aumenta il rischio di comparsa di teleangiectasie.

Purtroppo non tutti questi fattori aggravanti sono sempre evitabili. In molte pazienti questi fattori di rischio sono presenti in varia misura e contribuiscono in modo determinante alla comparsa di teleangiectasie.

Come si possono curare le teleangiectasie? In passato sono stati effettuati numerosi tentativi per eliminare le teleangiectasie (capillari) degli arti inferiori. Attualmente le metodiche che offrono migliori risultati sono la scleroterapia, la scleroterapia con microschiuma (mousse) e la terapia fotocoagulante con il laser.

La scleroterapia è efficace in circa l'80-90 % dei capillari, è una metodica semplice, poco costosa, facilmente attuabile e scevra di veri e propri rischi. E' tuttavia una metodica molto "operatore dipendente", nel senso che i risultati che si possono ottenere dipendono molto dall'esperienza e dall'abilità tecnica del medico che pratica il trattamento.

La fotocoagulazione laser è una metodica presente da oltre 10 anni in Italia, offre buoni risultati nel trattamento dei capillari degli arti inferiori, con risultati assolutamente paragonabili a quelli della scleroterapia, ma con tempi più rapidi e minori rischi di effetti collaterali. Trova particolare indicazione per i capillari più sottili, fino ad un calibro di 1,5 – 2 millimetri. Per dimensioni superiori siamo soliti abbinare la scleroterapia alla laser terapia, con risultati molto soddisfacenti e duraturi nel tempo. E’ particolarmente utile anche nel trattamento degli angiomi piani e nelle teleangiectasie del volto.

E’ frequente sentire dire dai nostri pazienti che “ i capillari poi nel tempo ritornano”. E’ bene, allora, chiarire questo concetto: siamo di fronte ad una patologia cronica, che nel tempo può generare delle recidive proprio in quelle zone già trattate. Ma i capillari che avremo eliminato, vuoi con la scleroterapia, vuoi con la laser terapia, in realtà non potranno più riaprirsi. Si potranno, però, dilatare dei nuovi capillari, in quanto determinati dalla evoluzione nel tempo dell’insufficienza venosa che ne è alla base. I capillari, quindi, rappresentano molto spesso un importante “campanello d’allarme” che ci deve indurre a rivolgersi a medici specialisti del settore per verificare se alla loro origine non ci fosse una patologia venosa più importante ma non ancora rivelata.

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