Le Patologie minori
Molto spesso si è portati ad interpretare alcuni sintomi di sofferenza venosa come logica conseguenza dell’attività professionale che si svolge, del particolare stato in cui ci si trova (gravidanza) oppure come ereditarietà inevitabilmente acquisita dai propri parenti più stretti. In realtà molte di queste patologie rappresentano dei segnali importanti, che non devono essere trascurati, e con i quali è errato convivere accettandoli passivamente. Essi spesso rappresentano l’inizio di una patologia più importante che potrà evolvere negativamente nel tempo. Perciò, a titolo di esempio, vi descriviamo alcune loro caratteristiche, così che possiate riconoscerle agevolmente. Va infine ricordato che anche in presenza di queste patologie, molto si può e si deve fare per curarle, evitando così che evolvano inesorabilmente.
Un medico specialista del settore saprà guidarvi ed aiutarvi nel risolverle.

Venuloipertensione professionale o malattia delle giovani commesse
Si tratta di una microangiopatia funzionale (cioè di una alterazione microcircolatoria benigna) dovuta a prolungata stazione eretta quotidiana con scarsa deambulazione. E’ caratterizzata da senso di dolore e modesto gonfiore degli arti inferiori in assenza di alterazioni organiche del circolo venoso.
E’ tipica dei soggetti, particolarmente di sesso femminile e per lo più di giovane età, che lavorano alla vendita in negozio. La prima manifestazione consiste in una dolenzia, con un senso di peso, più accentuata nelle ore serali, ad ambedue le gambe, talvolta anche ai piedi.
Successivamente, a distanza di qualche mese o di qualche anno, si manifesta simmetricamente un gonfiore, per lo più serale, nella parte inferiore delle gambe. Nelle ore notturne il dolore cessa e si ha scomparsa del gonfiore.
Il periodo premestruale può accentuare i disturbi; i sintomi inoltre sono sempre più accentuati in primavera ed in estate.
La sintomatologia si presenta particolarmente in donne, per lo più giovani, dopo un periodo più o meno lungo di lavoro alla vendita in negozi. Di regola si tratta di lavoro in negozi con locali non troppo vasti, con temperatura ambientale relativamente alta anche in inverno: i picchi di frequenza si riscontrano in chi lavora in negozi per abbigliamento ed in negozi di parrucchiera.
Pur essendo caratteristica delle donne in giovane età, questa microangiopatia si presenta molto frequentemente anche nel 5° o 6° decennio, sempre preferendo il sesso femminile. Buoni risultati terapeutici si ottengono con la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei e di farmaci flebotropi, aventi un’azione trofica sulla parete venosa. Utile è una leggera contenzione elastica; necessario è l’esercizio fisico con deambulazione quotidiana di buon passo.
Poco utile, in questi casi, è la pratica di dormire con gli arti inferiori rialzati.

Vene varicose in gravidanza
La gravidanza è un momento particolare che mette a dura prova la circolazione venosa delle gambe. Il 70% delle donne al terzo trimestre di gravidanza presenta problemi di vene varicose o di gonfiore alle gambe.

Durante la gravidanza l’organismo della donna subisce delle importanti modificazioni tese allo sviluppo del nascituro. Il sistema venoso degli arti inferiori viene influenzato in vario modo da questi cambiamenti. Nel corso del primo trimestre vi è un aumento considerevole del tasso di progesterone, uno degli ormoni che regola il delicato meccanismo del concepimento e della gestazione. Il progesterone promuove una vasodilatazione del circolo a livello delle pelvi con conseguente congestione delle vene e tendenza allo sviluppo di vene varicose.

L’aumento del flusso di sangue alle pelvi consente una adeguata nutrizione del nascituro attraverso la placenta. Questo inevitabilmente sovraccarica le vene del circolo pelvico che sono in stretto contatto con le vene della circolazione delle gambe. Queste circostanze sono responsabili dell’improvvisa comparsa di vene varicose durante le prime settimane di gestazione. Durante il secondo ma soprattutto il terzo trimestre di gravidanza l’aumento del volume dell’utero, che contiene il feto, determina una compressione sulle vene delle pelvi che a loro volta comportano una difficoltà di “scarico” delle vene delle gambe che tendono a dilatarsi e a trasformarsi in vene varicose.

Nelle ultime fasi della gravidanza, inoltre, vi è una tendenza alla ritenzione idrica dovuta ad una alterazione della funzionalità dei reni, in special modo per quanto riguarda la filtrazione delle proteine e dei sali minerali attraverso le urine. Questo fatto comporta un rigonfiamento dei tessuti, detto edema, specie nelle parti più declivi o delle gambe, piede e caviglie in particolare, soprattutto se la gestante trascorre molto tempo in piedi.

L’aumento del tasso di progesterone, l’effetto compressione dell’utero sulle vene del circolo pelvico e le alterazioni metaboliche che tendono alla ritenzione idrica sono tre fattori che concorrono allo sviluppo di vene varicose e della sindrome da insufficienza venosa cronica che caratterizzano il 70% circa delle gravidanze.

Fortunatamente in molti casi, una volta espletato il parto, nel giro di qualche settimana, la situazione rientra e rapidamente si attenua la dilatazione delle vene e la congestione della circolazione venosa.

In soggetti predisposti e che presentavano alcuni fattori di rischio per lo sviluppo di vene varicose anche in epoca pre-gravidica, non è detto che la situazione rientri, anzi, la gravidanza rappresenta un fattore per così dire che promuove lo sviluppo di vene varicose. Il trattamento di queste forme può essere effettuato una volta terminata la fase di allattamento ed in genere già dopo 6-8 mesi dal parto la paziente può essere sottoposta a trattamenti farmacologici, a scleroterapia o, nei casi più impegnativi, ad intervento chirurgico.

L’uso regolare di calze elastocompressive terapeutiche (ve ne sono di adattabili anche per pazienti con una pancia molto voluminosa) ed il riposo, per qualche ora al giorno, in posizione declive (sdraiate e con le gambe leggermente sollevate rispetto al vostro piano d’appoggio) sono due semplici accorgimenti che potrete attuare per evitare o per contenere la comparsa di varici .

Nuoto, acqua-gym, cyclette e massaggi linfodrenanti sono raccomandabili (se non vi sono controindicazioni da parte del ginecologo) specie per quanto riguarda il rigonfiamento delle gambe. Altri tipi di attività ginnica non sono molto utili e nel terzo trimestre sono di fatto inattuabili.

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